Le montagne russe della cannabis in Thailandia: dalla depenalizzazione al solo uso su prescrizione
La Thailandia ha fatto notizia a livello mondiale nel giugno 2022, quando è diventata il primo paese asiatico a rimuovere la cannabis dal proprio elenco degli stupefacenti, depenalizzando di fatto la pianta quasi da un giorno all'altro. Ne è seguito un boom non regolamentato: migliaia di dispensari, caffè e bancarelle di strada hanno aperto a Bangkok, Chiang Mai, Phuket e sulle isole, e la Thailandia si è rapidamente guadagnata la reputazione di capitale non ufficiale della cannabis in Asia. Quell'epoca, tuttavia, si è conclusa bruscamente nel giugno 2025, quando il Ministero della Salute Pubblica ha emesso un nuovo ordine che richiede una prescrizione medica per qualsiasi acquisto di cannabis, chiudendo di fatto il modello di vendita ricreativa su cui i turisti avevano fatto affidamento.
Come è cambiata la situazione legale
La politica originaria del 2022 ha rimosso cannabis e canapa dall'elenco degli stupefacenti di Categoria 5 della Thailandia, ma il ministero della salute non ha mai avuto l'intenzione di creare un mercato ricreativo. Poiché una legislazione completa sulla cannabis (il tanto promesso "Cannabis Act") non è mai stata approvata dal parlamento, si è aperto un vuoto legale: coltivare, possedere e vendere infiorescenza di cannabis è diventato legale nella pratica, mentre mancava un vero e proprio quadro normativo per la vendita ricreativa, i limiti di THC e le licenze. Gli imprenditori si sono precipitati nel settore, e secondo le stime del 2024 il numero di negozi di cannabis autorizzati a livello nazionale si aggirava tra i 7.000 e i 18.000.
In seguito alla crescente pressione da parte dei sostenitori della salute pubblica, dei partner conservatori della coalizione di governo e alla preoccupazione internazionale per l'accesso dei minori e il turismo della droga, il Ministero della Salute Pubblica ha emesso nel giugno 2025 una notifica che riclassifica le infiorescenze di cannabis come soggette a prescrizione medica o all'autorizzazione di un medico/farmacista prima che una vendita possa avvenire legalmente. Nella pratica, ciò chiude il modello di acquisto ricreativo senza appuntamento: i negozi non possono più vendere infiorescenza a chiunque entri senza una giustificazione medica documentata.
Situazione legale attuale
- Acquisto: legale solo con una prescrizione o una certificazione medica rilasciata da un medico autorizzato, un praticante di medicina tradizionale thailandese o un farmacista.
- Possesso: il possesso di piccole quantità ottenute attraverso canali medici legittimi è tollerato; il possesso senza documentazione espone gli acquirenti, e in particolare i turisti stranieri, a rischi legali.
- Consumo pubblico: fumare o svapare cannabis in luoghi pubblici resta illegale in tutto il paese ed è stato applicato in modo continuativo dal 2022 in base alle normative su disturbo alla quiete pubblica e qualità dell'aria, con multe fino a 25.000 THB (circa 650 GBP) e possibile reclusione in caso di recidiva.
- Coltivazione: le famiglie e i coltivatori autorizzati devono registrare le piante (in origine tramite l'app mobile "Plook Ganja"), e la coltivazione commerciale richiede ancora una licenza da parte della Food and Drug Administration (FDA) thailandese.
- Esportazione: portare prodotti a base di cannabis fuori dalla Thailandia resta un grave reato penale ai sensi delle leggi thailandesi e di quelle del paese di destinazione in materia di traffico di droga, indipendentemente da come il prodotto sia stato ottenuto nel paese.
Programma medico
La Thailandia continua a promuovere attivamente la cannabis nell'ambito del proprio sistema di medicina tradizionale. Ospedali pubblici e cliniche autorizzate dalla FDA dispensano formulazioni a base di cannabis per dolore cronico, epilessia, effetti collaterali della chemioterapia e altre indicazioni approvate, e il paese continua a posizionarsi come polo regionale per la ricerca sulla cannabis medica e la medicina erboristica tradizionale thailandese. Questo canale medico è l'unica via legale sopravvissuta all'inasprimento del giugno 2025, ed è diventato di fatto l'unica filiera di approvvigionamento lecita per i consumatori.
Cosa significa questo per i visitatori
I turisti dovrebbero dare per scontato che l'esperienza spensierata del "si compra a ogni angolo" associata alla Thailandia tra il 2022 e la metà del 2025 non è più valida. Acquistare cannabis senza una prescrizione valida, fumare in spazi pubblici (compresi i balconi d'albergo affacciati sulla strada, le spiagge e i ristoranti) o tentare di portare prodotti a base di cannabis attraverso i confini thailandesi in entrambe le direzioni comportano tutti un rischio legale reale. I dispensari che mantengono ancora un punto vendita sono sempre più tenuti a verificare la documentazione medica prima di completare una vendita, e l'applicazione della legge è visibilmente aumentata nelle province a forte affluenza turistica dopo l'inversione di rotta della politica.
Il dibattito politico non è del tutto concluso: il partito Bhumjaithai, che ha sostenuto la depenalizzazione originaria del 2022, continua a opporsi all'impostazione più rigida basata sul solo uso medico, mentre la coalizione di governo ha segnalato di voler un Cannabis Act completo che definisca in modo permanente per legge i limiti di coltivazione, le licenze di vendita al dettaglio e i tetti di THC, anziché tramite notifiche ministeriali. Fino all'approvazione di tale legislazione, le regole thailandesi sulla cannabis possono continuare a cambiare con un preavviso relativamente breve, quindi i viaggiatori dovrebbero verificare i requisiti attuali immediatamente prima del viaggio, anziché fare affidamento su resoconti meno recenti relativi al boom ricreativo del 2022-2025.