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Italia Solo uso medico

La cannabis medica è legale dal 2007, ma l'Italia ha inasprito le regole nel 2025 (vietando vendita e possesso dell'infiorescenza di canapa) e attualmente si trova in una posizione più restrittiva rispetto a diversi paesi vicini. L'uso ricreativo è illegale.

Programma medico
Su prescrizione, tramite farmacie, sebbene storicamente la disponibilità sia stata irregolare tra le diverse regioni.
Viaggiare con cannabis medica
Richiede un certificato ufficiale rilasciato da un medico del proprio paese, più la raccomandazione di ottenere un'approvazione preventiva dall'Ambasciata italiana. Fare richiesta con settimane di anticipo — il consumo in pubblico comporta multe indipendentemente dallo status medico.

Quadro giuridico

La cannabis ricreativa è illegale in Italia. La cannabis ad uso medico è legale dal momento in cui la Legge 242/2016 ha istituito l'attuale quadro normativo (basandosi su precedenti decreti ministeriali del 2013-2015 che per primi avevano autorizzato l'uso terapeutico per condizioni specifiche), ma l'Italia si è mossa in una direzione notevolmente più restrittiva rispetto alla maggior parte dei paesi vicini. Il 12 aprile 2025, il 'Decreto Sicurezza' del governo — fatto approvare tramite poteri d'urgenza — ha riclassificato le infiorescenze di cannabis sativa come stupefacenti e ne ha vietato su tutto il territorio nazionale la coltivazione, la lavorazione, la vendita e il possesso, anche a livelli di THC inferiori alla soglia dello 0,3% precedentemente consentita dalle norme UE e dalla stessa legge italiana sulla canapa del 2016. Questo ha di fatto smantellato da un giorno all'altro l'industria italiana della 'cannabis light' (infiorescenza di canapa a basso contenuto di THC) e, secondo quanto riportato, ha esposto a responsabilità penale le persone che possedevano tali prodotti. Il decreto non si applica alla cannabis ad uso medico debitamente autorizzata, che resta un canale farmaceutico separato e rigorosamente controllato. Library of Congress, Business of Cannabis

Programma di cannabis ad uso medico

Ai sensi della Legge 242/2016 e delle relative norme del ministero della Salute, un medico specialista può prescrivere cannabis ad uso medico per un elenco definito di condizioni, tra cui dolore cronico, spasticità legata alla sclerosi multipla, nausea indotta da chemioterapia o radioterapia, cachessia in pazienti oncologici o affetti da AIDS, glaucoma, sindrome di Tourette e alcune forme di epilessia. La prescrizione viene gestita tramite l'agenzia nazionale del farmaco AIFA, che supervisiona il programma, e la cannabis viene dispensata come 'preparazione galenica' regolamentata anziché come prodotto da banco. La fornitura interna è prodotta dallo stabilimento farmaceutico dell'esercito italiano a Firenze (Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare), che produce le varietà standardizzate FM2 e FM1 secondo le norme di buona fabbricazione (GMP) dell'UE; sono autorizzati anche prodotti importati per coprire la domanda. Nonostante il giro di vite del Decreto Sicurezza 2025 sull'infiorescenza di canapa, l'AIFA ha confermato che il percorso di prescrizione autorizzato per la cannabis ad uso medico continua a operare normalmente. Solo i medici abilitati in Italia possono rilasciare una prescrizione italiana valida di cannabis ad uso medico — le prescrizioni estere non vengono accettate direttamente dalle farmacie italiane. GrowerIQ

Viaggiare con cannabis ad uso medico

Il Ministero della Salute italiano pubblica indicazioni per i viaggiatori che portano nel paese medicinali contenenti sostanze controllate: per i pazienti provenienti da un altro stato Schengen, il percorso raccomandato è un certificato rilasciato dal medico curante nel paese di origine e successivamente approvato dall'autorità sanitaria competente di quel paese ai sensi dell'Articolo 75 della Convenzione di applicazione Schengen, valido per un massimo di 30 giorni. Il certificato deve indicare il paese e il luogo di rilascio, i dati del medico prescrittore, i dati anagrafici e di viaggio del paziente, e il dosaggio, la concentrazione e la denominazione comune internazionale del medicinale. Poiché l'inasprimento del 2025 in Italia ha reso i controlli doganali e di frontiera più cauti su tutto ciò che riguarda la cannabis, sia il Ministero sia le guide delle associazioni di pazienti raccomandano di contattare in anticipo l'ambasciata o il consolato italiano per richiedere un'autorizzazione esplicita a viaggiare con il medicinale, presentando la richiesta con diverse settimane di anticipo rispetto al viaggio anziché affidarsi al solo certificato. I turisti non possono ottenere cannabis ad uso medico all'interno dell'Italia; può essere portata solo la propria fornitura debitamente certificata e prescritta, nella confezione originale. Ministero della Salute, Releaf UK

Sviluppi recenti

Lo sviluppo recente più rilevante è il divieto sull'infiorescenza di canapa introdotto dal Decreto Sicurezza dell'aprile 2025, che secondo le associazioni di settore ha colpito una stima di 22.000 persone legate al settore della 'cannabis light' e resta contestato; ciò non ha tuttavia modificato il percorso separato della cannabis ad uso medico regolamentato dall'AIFA. Data questa impostazione complessivamente più rigida, i viaggiatori con esigenze mediche dovrebbero aspettarsi controlli più conservativi e cauti alle frontiere italiane nel 2025-2026 rispetto a paesi come Germania o Svizzera, e dovrebbero mettere in conto tempi supplementari per l'autorizzazione dell'ambasciata.

Domande frequenti

La cannabis ad uso medico è ancora disponibile in Italia dopo il divieto sulla canapa del 2025?
Sì. Il Decreto Sicurezza ha preso di mira l'infiorescenza di canapa a basso contenuto di THC e i prodotti di 'cannabis light'; la prescrizione di cannabis ad uso medico regolamentata dall'AIFA per le condizioni approvate continua a operare.

Posso usare una prescrizione estera per acquistare cannabis ad uso medico in una farmacia italiana?
No. Solo le prescrizioni rilasciate da medici abilitati in Italia sono valide nelle farmacie italiane; i pazienti stranieri devono invece portare la propria fornitura debitamente certificata.

Cosa mi serve per portare la mia cannabis ad uso medico prescritta in Italia?
Un certificato Schengen Articolo 75 rilasciato dal proprio paese di origine, approvato dalla propria autorità sanitaria nazionale, oltre a un contatto anticipato con l'ambasciata italiana per l'autorizzazione — presentare la richiesta diverse settimane prima del viaggio.

La cannabis ricreativa è legale in Italia?
No, resta illegale, e il Decreto Sicurezza del 2025 ha reso considerevolmente più rigido il contesto giuridico complessivo relativo ai prodotti a base di cannabis, inclusa la canapa a basso contenuto di THC.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le leggi cambiano — verifica con fonti ufficiali prima di viaggiare.
Fonti: Releaf Travel Guide, Beard Bros